La definizione stessa di B&B prevede l’apertura della propria casa agli altri ed è appunto con quest’intenzione che, negli anni ’60 e ’70 a partire dall’Europa settentrionale, si diffuse la nuova tipologia di turismo ricettivo in grado di ricreare un’atmosfera familiare per il visitatore e un’occasione di lavoro per gli abitanti del posto; con il passare del tempo infatti la nascita dei B&B prese piede anche nel resto d’Europa e del Mondo, accomunando i turisti che li scelgono dalla ricerca della tranquillità, della comodità e del risparmio. Rispetto alle altre strutture ricettive, quali alberghi e ostelli, i B&B ottengono tuttora maggiore successo, in primis per le svariate forme in cui si presentano (ville, barche, castelli o semplici appartamenti per esempio) e secondo poi, per la spesa minima che il turista deve sostenere per sostare, nella maggior parte dei casi, in luoghi caratteristici (nonché ricercati), lontani da casa. Non è certo da mettere in secondo piano il fatto che la scelta ricada sul B&B, anche per un approccio più vicino con la natura del luogo e con gli stessi abitanti, permettendo ai visitatori di conoscere le tradizioni locali.
A questo proposito, approfittando della grossa spinta che ha ora il turismo nell’economia mondiale e dell’importante ruolo che ricoprono i B&B all’interno di esso, sarebbe opportuno formulare una proposta in grado di dare maggiore aiuto a coloro che si affacciano in una prima esperienza come “piccoli imprenditori” di B&B (con riduzione di tasse troppo elevate, finanziamenti regionali per giovani imprenditori, creazione di associazioni e cooperative), e maggiori risorse indirizzate ai turisti che scelgono l’ospitalità dei B&B ( più pubblicità e costi accessibili sia per fasce d’età che per diverse classi sociali di provenienza). La presenza di B&B nel nostro territorio risulta inferiore rispetto al resto d’Europa, ma è comunque in grande espansione, e questi, sono solo primi passi per un uscita tempestiva dalla crisi in atto.

